Pomodoro: Informazioni nutrizionali

Povero di zuccheri e grassi, il pomodoro presenta molte proprietà: da quelle diuretiche, a quelle aperitive, oltre a caratteristiche rinfrescanti e moderatamente lassative.

Essendo ricco di zolfo poi, il “rosso compagno” della cucina italiana svolge una sensibile azione disintossicante; mentre per il suo gradevole aroma, risulta stimolante per il nostro appetito.

Composto in grande percentuale da acqua (93-96%), è costituito per il resto da sostanze secche: si tratta di un composto contenente per il 50% acido malico, per il 2-3% zuccheri, per il 10% acido citrico, oltre a percentuali varie di sostanze insolubili (pectine, cellulosa, emicellulosa, ecc), di amminoacidi, proteine solubili, sali e vitamine.

Ottimo il suo bagaglio di sali e vitamine: da 200 a 300 mg di potassio, 600 mg di ferro, 700 mcg di Vitamina A, 60 mcg di Vitamina B1 e 40 mcg di Vitamina B2, oltre a un 24% di Vitamina C. Il pomodoro è, dunque, un autentico concentrato di sostanze benefiche. In particolare quelli secchi vantano un importante primato: sono in assoluto l’alimento più ricco di Vitamina A, con ben 2029 mcg di beta-carotene.

La vitamina C costituisce, uno dei componenti più importanti e svolge prevalentemente un’azione antinfettiva, trattandosi della vitamina “di difesa” dell’organismo umano per eccellenza. Inoltre, mentre la vitamina A è utile alla conservazione delle strutture cutanee, come capelli, unghie, pelle, ossa e gengive, la vitamina B,  anch’essa apprezzabile nel pomodoro, è un ottimo “propellente” del sistema nervoso, in grado di favorire il ricambio e l’ossigenazione delle cellule.

Altro aspetto da sottolineare, al fine di seguire una dieta leggera, bilanciata e naturale, il fatto che i pomodori forniscono un apporto calorico assolutamente modesto: circa 18 kcal per etto. Nulla la percentuale di colesterolo, mentre il contenuto di grassi è pari a 0,2 g e quello degli zuccheri è solo di 2,8 g.

Una credenza da sfatare è poi quella che vuole la verdura fresca in generale, migliore e più nutriente rispetto a quella “lavorata” o “trasformata”. In realtà, il potere nutrizionale di molti alimenti trasformati è uguale, e in molti casi,  persino superiore rispetto a quello degli alimenti freschi. Alcuni metodi di lavorazione facilitano, infatti, la liberazione di nutrienti utili: è, ad esempio, dimostrato scientificamente che il licopene, un potente antiossidante presente nel pomodoro (responsabile della colorazione rossa della bacca), diventa biodisponibile, ovvero maggiormente assimilabile dall’organismo, se i pomodori vengono “lavorati” come nel caso del mitico “pelato” in scatola, protagonista della “Dieta Mediterranea” e della cucina italiana in generale, base per moltissime ricette tradizionali come la pasta al pomodoro e la pizza napoletana.

Alcuni studi effettuati in Europa hanno permesso di stabilire che il pomodoro, importante fonte di assunzione per via alimentare di antiossidanti, potrebbe rivelarsi un alimento fondamentale nella prevenzione di alcuni tipi di tumore.

Molti lavori scientifici dimostrano che il consumo quotidiano del pomodoro riduce il rischio di insorgenza di episodi tumorali delle vie aeree respiratorie e digestive, dei polmoni e dello stomaco. Lo stesso effetto protettivo si riscontra nei confronti della bocca, della faringe e, seppur ancora in fase di studio, anche della prostata.

Molte malattie coinvolgono durante il loro evolversi processi di tipo ossidativo (radicali liberi). I pigmenti antiossidanti, tra i quali il licopene di cui è molto ricco il pomodoro, e alcune vitamine (in particolare C ed E), sono in grado di sequestrare questi radicali liberi e di ridurre, di conseguenza, gli effetti patologici che essi possono causare.

I radicali liberi sono una risposta diretta dell'organismo ai fenomeni infettivi. Se sintetizzati a basse concentrazioni, essi sono in grado di stimolare la crescita e la differenziazione delle cellule sane e proteggerle in caso di infezione. In concentrazioni maggiori causano, invece, gravi danni alle membrane cellulari, fino a determinare alterazioni a livello di DNA.

Altri studi affermano che i derivati del pomodoro possono costituire un'importante e esclusiva base di somministrazione di licopene sia in termini quantitativi (superiore a quella fornita dal pomodoro fresco, tra l'altro generalmente consumato allo stato di non completa maturazione e quindi di ridotta concentrazione di licopene), sia qualitativi (in una forma cioè più facilmente assimilabile). L'assorbimento di licopene è facilitato dalla cottura e dall'omogeneizzazione dei cibi e più in generale di ogni trattamento che causi rottura della struttura cellulare e dalla cottura in presenza di lipidi. E' importante ricordare che se il licopene in matrice acquosa è molto stabile e quindi mantiene inalterata la propria potenzialità per lungo tempo, in una matrice lipidica è molto più reattivo e quindi disponibile, ma anche molto più rapidamente digeribile.