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EXPORT DERIVATI DEL POMODORO. IL PRODOTTO PIU’ AMATO E’ IL PELATO

09 aprile 2018

Con un fatturato export di circa 1,5 miliardi di euro, l’industria del pomodoro e dei suoi derivati si conferma, anche nel 2017, uno dei punti di forza dell’agroalimentare italiano.  

“Negli ultimi dieci anni l’export dei derivati del pomodoro continua a registrare trend positivi. In particolare, crescono le quote di mercato dei nostri prodotti tradizionali, pelati, polpe e passata, che rappresentano oltre l’80% del volume delle esportazioni, a testimonianza che, anche in periodi di crisi, i consumatori scelgono la qualità” – dichiara il Presidente di ANICAV Antonio Ferraioli.

Nei mercati consolidati, pelati, polpe e passata continuano a registrare segni positivi: Regno Unito (+5%), USA (+4%), Francia (+7%) e Australia (+6%). Si evidenzia, invece, una flessione in Giappone (-4%), in Germania (-5%) e in Belgio (-2%).

In forte crescita le quote di export nei nuovi mercati di sbocco, in particolare l’Est Europa (+6%) e, per le aree extra UE, Sud America - Brasile ed Argentina – (+ 35%) e Sud Africa (+16%). Buone le performance anche in Corea del Sud (+7%) e negli Emirati Arabi Uniti (+7%) e nell’area ASEAN (+6%).

 

Positivo il saldo della bilancia commerciale, con un export di circa 2 Milioni di tonnellate a fronte di un import di circa 170 mila tonnellate, per un valore di export pari a 1,5 Miliardi di euro contro un valore import di circa 113 milioni di euro.

Sul fronte delle importazioni di concentrato, che rappresentano circa 160mila tonnellate sugli oltre 5 milioni di tonnellate di pomodoro trasformato in Italia nel 2017, si rileva una importante riduzione da poco meno di 210mila tonnellate nel 2016 a cira 164mila tonnellate nel 2017. Si evidenzia in particolare un significativo calo, pari a  -63,6%, delle importazioni dalla Cina che passano da poco più di 90.000 tonnellate nel 2016 a 33.000 tonnellate nel 2017.

Oltre alla Cina, che rappresenta circa il 20% dell’import di concentrato, altri mercati di approvvigionamento sono gli USA (37%) e Spagna e Portogallo (39%).

“Alle positive performance dell’export, che, in un settore export oriented come il nostro, da sempre riescono a bilanciare il calo dei consumi interni - afferma il Direttore di ANICAV, Giovanni De Angelis – si accompagna un’importante politica di investimenti da parte delle aziende finalizzati all’accrescimento dimensionale e allo sviluppo delle produzioni, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale dell’impresa. ”