Nome utente o password errati.

Il pomodoro (sostenibile) si mette in mostra: 150 anni di storia tra gusto, tecnologia e impatto ambientale

28 novembre 2016

Quanti barattoli di pomodoro occorrono per costruire una bicicletta? E quanti fusti di acciaio sono necessari per allestire una rastrelliera per biciclette? Il pomodoro, uno dei simboli più forti e autentici della produzione agroalimentare italiana e della cucina napoletana e mediterranea, è anche tra i prodotti più sostenibili e amici dell’ambiente: non è solo “l’ortaggio ideale” nelle diete bilanciate in quanto povero di zuccheri e ricco di vitamine, rappresentando una importante difesa per il nostro organismo grazie all’alto contenuto di licopene, ma la sua impronta idrica - dalla coltivazione della materia prima alla trasformazione e al confezionamento - è minima (quella di una bottiglia di passata o un barattolo di pelati è inferiore del 300% rispetto a quella di 1kg di patate, del 1400% di 1kg di riso e addirittura del 970% di un solo hamburger da 150 grammi) e gli imballaggi in acciaio che lo custodiscono, dai barattoli ai grandi fusti, fino alle chiusure, sono facili da differenziare e possono essere riciclati un numero infinito di volte mantenendo intatte le proprie qualità e dando vita a nuovi prodotti.

 

LA MOSTRA Ad esempio con il riciclo di 50/100 barattoli si può realizzare il telaio di una bicicletta, mentre per una rastrelliera occorrono al massimo 100 fusti e con circa 100/200 tappi corona e capsule, utilizzate per le bottiglie di passata di pomodoro, si ottiene una chiave inglese. Un viaggio nell’epopea del pomodoro, tra storia e sostenibilità, sarà il cuore della mostra dedicata all’oro rosso che verrà ospitata venerdì 2 e sabato 3 dicembre alla Città della Scienza di Napoli, nell’ambito di Pomodoreide, una manifestazione che avrà come protagonista assoluto il pomodoro, che si concluderà con la realizzazione del ragù più grande del mondo. La mostra, un racconto che, dalla fine dell’800 ai tempi moderni, si svilupperà attraverso l’esposizione di barattoli, etichette storiche, macchinari d’epoca e disegni e progetti delle macchine per la trasformazione, è promossa e organizzata da ANICAV, la più grande associazione di rappresentanza delle imprese di trasformazione del pomodoro al mondo, in collaborazione con RICREA, il consorzio nazionale per il riciclo e recupero degli imballaggi in acciaio.

 

La due giorni di eventi si aprirà con l’Assemblea Pubblica di ANICAV durante la quale sarà sottoscritto un protocollo d’intesa tra ANICAV, RICREA ed Anfima, l’Associazione Nazionale fra i Fabbricanti di Imballaggi Metallici e Affini, finalizzato alla valorizzazione e diffusione della riciclabilità degli imballaggi in acciaio e l’importanza della raccolta differenziata, del riciclo e del recupero.

 

SALUBRITA' E SICUREZZA ALIMENTARE «Il barattolo di acciaio, che garantisce la salubrità del prodotto e la sicurezza alimentare per i consumatori, è da 150 anni il contenitore più utilizzato dalle nostre aziende per i derivati del pomodoro. Al suo interno, infatti, il nostro pomodoro - spiega il direttore generale di ANICAV Giovanni De Angelis - riesce a conservare le proprie caratteristiche nutrizionali ed organolettiche che ne fanno uno dei pilastri della Dieta Mediterranea. Con questa mostra guardiamo al futuro del pomodoro conservato, raccontando il passato e l’impronta economica e sociale che la sua produzione ha lasciato sul territorio in cui si è sviluppato».

 

RICICLO «L’acciaio è il materiale da imballaggio più riciclato al mondo, ed è un materiale permanente - commenta Domenico Rinaldini, presidente di RICREA - che può essere riciclato infinite volte senza che questo ne comprometta la qualità. Una volta utilizzati, barattoli, fusti e chiusure vengono raccolti, riciclati e reintrodotti nel ciclo produttivo dando vita a nuovi manufatti: un perfetto esempio di economia circolare. In Italia lo scorso anno è stato avviato a riciclo il 73,4% degli imballaggi di acciaio immessi al consumo, uno dei risultati migliori a livello europeo. Il nostro obiettivo è di raggiungere l’80% entro il 2020, e iniziative come questa ci aiutano a promuovere la cultura del valore della raccolta differenziata, veicolo fondamentale per il successivo avvio a riciclo».