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Import-Export Gennaio-Novembre 2014

27 February 2015

Le statistiche più recenti diffuse dall’Istat concernenti il   periodo gennaio-novembre 2014 in tema di commercio estero dell'industria alimentare, evidenziano, nello specifico, che il consuntivo del periodo registra una quota export di  24.865,3   milioni di euro, con una variazione del +3,0% sullo stesso periodo 2013, identica a quello di  gennaio-ottobre. L’alimentare si conferma comunque in vantaggio rispetto all’export complessivo del Paese, che segna in parallelo un trend del +1,6%, anch’esso uguale a quello dei dieci mesi.        

 Gennaio-novembre assiste al quasi completo riassorbimento dell’”anomalia” dei progressivi precedenti. A seguito della debolezza di alcuni mercati emergenti, le esportazioni del settore nel mercato domestico UE segnano ancora, infatti,  un incremento leggermente meglio  intonato (+3,2%) di quello a livello mondo.   

 Fuori della Comunità, va ricordato il progressivo rafforzamento della Cina che, dopo la netta  stagnazione accusata per tutta la prima parte dell’anno, accelera il passo e segna un +6,4%. Si ricorda che nel 2013 essa aveva segnato un +7,5% e aumenti a due cifre negli anni precedenti. Va aggiunto che la Russia, come atteso e temuto, ha drasticamente  rallentato il passo segnando, sugli undici mesi, un -3,5%,  dopo i buoni aumenti della prima parte dell’anno e il +24,4% del 2013.  Considerando che l’embargo su questo mercato è scattato nei primi giorni di agosto, sono prevedibili avvitamenti ancora più pesanti  in chiusura d’anno e nei tendenziali 2015.  

 Gli undici mesi confermano, comunque, dei buoni tassi espansivi in alcuni mercati extra-comunitari. A cominciare da uno sbocco fondamentale come gli USA, che segnano un +5,9%, in leggero recupero dopo il +5,7% dei dieci mesi. Accanto, spiccano le performance di alcuni paesi accomunati da trend marcati, fra il +10% e il +25%. Come: Taiwan (+24,7%), Corea del Sud (+20,2%),  Norvegia (+12,9%), Polonia (+12,6%), Slovacchia (+12,2%), Israele (+13,6%), Croazia (+16,0%), Singapore (+16,7%).    

 Fra i grandi mercati UE, prosegue e si appesantisce la grande riflessività della Germania, che scivola addirittura in territorio negativo (-0,6%), mentre la Francia, col +2,3%, rafforza marginalmente la propria dinamica espansiva. A fianco, il Regno Unito fa emergere ancora una volta un  trend tonico, anche se in leggero assestamento (+7,0%). La Spagna, infine,dopo essere tornata in territorio marginalmente positivo a ottobre, segna sugli undici mesi un +1,4%.     

 A livello di comparto, si distinguono sugli undici mesi le performance di alcuni comparti: “alimentazione animale”  (+23,3%), “birra” (+14,5%), “acque minerali e gassose” (+11,6%), ”ittico” (+9,2%) e  “caffè” (+7,9%). Fra i comparti maggiori esportatori, emergono, per converso,  i segni negativi di: “acquaviti e liquori” (-4,7%) e “oli e grassi” (-3,5%). Mentre risultano  stazionaria la “trasformazione della frutta” (-0,2%) e in forte calo lo “zucchero” (-28,6%) e l’“alcool etilico” (-36,8%).

L’import di gennaio-novembre dell’industria alimentare raggiunge, infine, la quota di 18.669,7 milioni di euro, con un aumento del +3,9%, analogo a quelli dei progressivi precedenti. Ne esce un saldo di 6.195,6 milioni, in marginale aumento (+0,2%) rispetto a quello dello stesso periodo 2013.