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Record storico per l’export agroalimentare italiano: 34,3 miliardi nel 2014

19 February 2015

Record storico per l’export agroalimentare italiano nel 2014. Il supereuro e la crisi russa hanno frenato le nostre esportazioni, ma, senza nascondersi,  il rallentamento era in atto da diversi anni: dal +10% del 2010 il ritmo di crescita è andato pian piano scemando. Fino al +2,4% dell’anno scorso. Il calo dell’euro però promette un rimbalzo del +5% nel 2015, almeno secondo le stime di Federalimentare.

Per Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare afferma, “il risultato è importante, ma non può indurre a facili trionfalismi. L’incremento del 2014 si ferma infatti al +2,7%, che è il tasso espansivo più basso degli ultimi anni. L’unico grande mercato che ha tirato in modo soddisfacente è quello Usa. Mentre il 2014 ha recato il vulnus dell’embargo su un mercato in grande spolvero come quello russo, che nel 2013 per l’industria alimentare aveva segnato una crescita del +24,4% ma nel 2014 chiude di segno negativo. Con un grave danno per gli operatori italiani e per l’impegno di fidelizzazione dei consumatori locali”.

“Occorre lavorare – aggiunge Scordamaglia – per combattere i due fenomeni di fondo che frenano le enormi potenzialità dell’export di settore: la contraffazione e le barriere non tariffarie. Per farlo occorre il sostegno forte e coordinato delle amministrazioni. Abbiamo esempi numerosi di ostacoli non tariffari, a volte a geometria variabile, che penalizzano in modo inaccettabile i nostri prodotti. Col forte impegno della filiera e delle istituzioni l’obiettivo dei 50 miliardi di export agroalimentare a fine decennio è raggiungibile”.

. A spingere le esportazioni é stata la caduta del tasso di cambio dell’euro nei confronti del dollaro con effetti sopratutto per il mercato Usa dove le spedizioni di vino italiano hanno superato abbondantemente 1,1 miliardi di euro nel 2014. I due terzi del fatturato realizzato all’estero si ottiene con

l’esportazione di prodotti agroalimentari verso i paesi dell’Unione Europea ma il Made in Italy va forte anche nelle Americhe e nei mercati emergenti come quelli asiatici”.

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