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OSLO: L'ANICAV ALLA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO SUL LAVORO MIGRANTE IN ITALIA

15 dicembre 2015

Il 9 dicembre 2015 è stato presentato a Oslo, in Norvegia, il rapporto conclusivo del progetto "Pomodori dall'Italia", avviato nel 2013 dalle iniziative per il commercio etico di Norvegia (IEH), Inghilterra (ETI) e Danimarca (DIEH) sulla scia di una forte campagna mediatica in Norvegia e in Inghilterra che denunciava lo sfruttamento e le drammatiche condizioni di lavoro e di vita di cui erano vittime i lavoratori migranti, impegnati, in particolare, nella raccolta di pomodoro in Puglia.

Presenti ai lavori anche i rappresentanti dei sindacati norvegesi e di diverse realtà distributive (Coop Danimarca, Rema 1000, NorgesGruppen, Princes ltd). Per l'Italia c'erano Fabrizio De Pascale (Uila)  e una delegazione dell'Anicav, guidata dal direttore Giovanni De Angelis.
Tra gli argomenti discussi, proprio il protocollo, sottoscritto nel 2014 da Anicav, Aiipa e Fai-Flai-Uila, per promuovere la responsabilità sociale nella filiera del pomodoro, al quale importatori e distributori stranieri attribuiscono una grande importanza futura, quale strumento per rendere più "pulita e trasparente" da un punto di vista sociale, la catena di approvvigionamento dei prodotti italiani destinati verso quei paesi.
Per quanto riguarda il pomodoro trasformato si tratta di un volume complessivo di export verso Norvegia, Danimarca e Inghilterra pari a 347 milioni di dollari (dati 2014), il 17,5% dell'export italiano di pomodoro. Ancor più significativa la quota italiana, rispetto al totale di pomodoro importato da Danimarca (71,7%), Inghilterra (60,2%) e Norvegia (48,5%).
Da qui, l'attenzione e l'interesse di questi paesi verso il problema dello sfruttamento del lavoro irregolare in Italia. "Se non riusciamo a ottenere dei risultati tangibili su questo tema - ha spiegato Bjart Pedersen di NorgesGruppen, il principale distributore norvegese che detiene il 40% del mercato alimentare norvegese - saremo costretti a orientare i nostri acquisti verso altri mercati".
Grande interesse hanno suscitato la proposta di Fai-Flai-Uila di una "rete del lavoro agricolo" per rendere più trasparente l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e gli aggiornamenti forniti riguardo all'iter del provvedimento approvato a metà novembre dal governo per introdurre modifiche al decreto Campolibero e nuove norme in materia penale contro il caporalato. A conclusione del convegno è stato ribadito l'impegno, da parte delle associazioni e delle aziende sostenitrici, a proseguire il progetto.