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Import-Export Gennaio-Ottobre 2014

27 January 2015

Si trasmettono le statistiche più recenti diffuse dall’Istat concernenti il   periodo gennaio-ottobre 2014.   

 Nello specifico, il consuntivo del periodo registra una quota export di  22.476,7  milioni di euro, con un +3,0% sullo stesso periodo 2013. Emerge perciò, come previsto, un raffreddamento rispetto al +3,2% di gennaio-settembre. L’alimentare si conferma comunque in vantaggio rispetto all’export complessivo del Paese, che segna in parallelo un trend del +1,6%. La  forbice tra i due aggregati tuttavia si è ristretta, in quanto il macro-aggregato, in parallelo, ha leggermente accelerato rispetto al +1,5% dei nove mesi.          

Gennaio-ottobre conferma altresì, ancora una volta, l’”anomalia” dei progressivi precedenti, rispetto ai trend consolidati negli anni scorsi. Il fatto cioè che, a seguito della debolezza di alcuni mercati emergenti, le esportazioni del settore nel mercato domestico UE, con un +3,4%,  risultano meglio intonate di quelle a livello mondo.   

 Fuori della Comunità, va ricordato il rafforzamento della Cina che, dopo la netta  stagnazione durata per tutta la prima parte dell’anno, accelera il passo e segna un +5,5%. Va sottolineato comunque che questo mercato aveva registrato un +7,5% nel 2013 e aumenti a due cifre negli anni precedenti. Va aggiunto che la Russia, come atteso e temuto, ha drasticamente  rallentato il passo entrando, sui dieci mesi, in territorio negativo (-0,4%) dopo gli aumenti precedenti. Considerando che l’embargo su questo mercato è scattato nei primi giorni di agosto, sono prevedibili purtroppo decelerazioni assai più pronunciate, in chiusura d’anno e nei tendenziali successivi.

 I dieci mesi confermano, comunque, dei buoni tassi espansivi in alcuni mercati extra-comunitari. A cominciare da uno sbocco fondamentale come gli USA, che segnano un +5,7%, in leggera flessione tuttavia rispetto ai tendenziali oltre il +6,0% dei progressivi precedenti. Accanto, spiccano le performance di paesi come Taiwan, Corea del Sud,  Norvegia, Polonia, Slovacchia, Israele, Croazia, Singapore, accomunati da trend marcati, fra il +10% e il +28%.   

 Fra i grandi mercati UE, si confermano i passi riflessivi della Germania, che rallenta ancora e si appiattisce del tutto sul +0,0%, e della Francia (+2,1%). A fianco, il Regno Unito fa emergere ancora un trend decisamente più tonico (+7,4%). La Spagna, dopo una lunga serie di segni negativi, ritorna marginalmente in territorio positivo (+0,3%).     

 A livello di comparto, si distinguono sui dieci mesi: l’“alimentazione animale”  (+23,9%), la “birra” (+15,3%), le “acque minerali e gassose” (+11,0%), l’”ittico” (+9,4%) e il “caffè” (+8,0%).   

 L’import di gennaio-ottobre dell’industria alimentare raggiunge, infine, la quota di 16.944,0 milioni di euro, con un aumento del +3,8%, vicino al +3,9% dei nove mesi. Ne esce un saldo di 5.532,7 milioni, in aumento del +0,8% rispetto a quello dello stesso periodo 2013.