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Prezzi alimentari al consumo e alla produzione – Aggiornamento Ottobre 2014 – La deflazione incombe

04 novembre 2014

Facciamo seguito alle precedenti comunicazioni in argomento, per trasmettere gli ultimi  indici dei prezzi al consumo e alla produzione, appena diffusi dall’Istat, elaborati mediante confronti congiunturali e tendenziali.       

Gli indici Istat disponibili (aggiornati, rispettivamente, ad ottobre per i prezzi al consumo e a settembre per quelli alla produzione) mostrano che il pericoloso fenomeno della “deflazione”, a seguito dell’incessante calo dei consumi,  si è ormai chiaramente affacciato nel contesto economico. L’inflazione  mostra, infatti, una crescita pari ad appena il +0,1% nel confronto tendenziale ottobre 2014/13. Ad esso si affianca addirittura un calo del -0,2% nel confronto semestrale ottobre14/aprile14, e infine un nuovo  +0,1% nel confronto congiunturale ottobre14/settembre14. Va sottolineato che, tra le grandi voci esaminate, i prezzi alimentari e quelli dei prodotti energetici scivolano a ottobre sotto la media 2013. Solo i prezzi dei servizi salgono  a ottobre di circa due punti percentuali rispetto alla media dell’anno precedente.     

 I prezzi alimentari al consumo (lavorato + fresco) evidenziano a ottobre una netta  stazionarietà su settembre (+0,0%). Per il gioco degli arrotondamenti, sia l’alimentare “lavorato” che il “non lavorato” registrano un ritocco del +0,1% sul mese precedente. Va aggiunto che il tendenziale ottobre 2014/13 della voce alimentare aggregata evidenzia  una crescita marginale del +0,2%, frutto di un +0,4% dell’alimentare “lavorato” e di un -0,1% del “non lavorato”.  

 I prezzi alla produzione dell’industria alimentare mostrano un andamento diverso e ancora più  calmieratore rispetto ai prezzi al consumo. Essi infatti evidenziano a settembre  un calo del -0,7% rispetto al mese precedente, che si dilata in un -1,2% nel confronto tendenziale settembre 2014/13. Il loro trend sui dodici mesi risulta, perciò, chiaramente inferiore al citato tasso d’inflazione del periodo (+0,1%). Va sottolineato che la forbice si allarga ancora di  più rispetto al trend di crescita del +0,4% registrato sui dodici mesi dai prezzi al consumo della voce omogenea dell’alimentare lavorato.

Le spinte tendenziali maggiori (settembre 2014/13) sul fronte dei prezzi alla produzione del settore si legano soprattutto ai comparti della “birra” (+2,7%), della “lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi” (+2,6%) e della “distillazione di alcolici” (+2,3%). Sul fronte opposto, spiccano i rientri vistosi, sui dodici mesi, del “saccarifero” (-15,5%), della “lavorazione di carne dei volatili” (-7,6%), della “lavorazione delle patate” (-7,2%) e dei “mangimi per l’alimentazione di animali da allevamento” (-5,6%).